La patina sulla retina

Io sono solo un gufo, ma proprio per questo ho la vista più acuta, mentre gli umani italiani vedono sempre meno.
La patina che nasconde loro la verità è soprattutto l’elogio delle diseguaglianze camuffato da fine delle ideologie, lo scempio della Costituzione che trasformerà i Parlamentari in burattini, in yesmen del presidente del consiglio, scritto apposta con la minuscola, hanno osato riscrivere in un italiano offensivo non solo per i contenuti, ma anche per la forma, un capolavoro: la Costituzione finora vigente è stata rivista linguisticamente da Concetto Marchesi. Ma quanti sanno chi fosse? E quali speciali, approfondimenti, rubriche, articoli di fondo, interviste avete mai letto su di lui? Il 9 novembre del 1943 all’inaugurazione dell’anno accademico, Marchesi tiene un discorso che suona all’orecchio di chi ascolta come un alto richiamo a valori di libertà, di giustizia che sono contrapposti a quelli dello stato nazifascista. Il grande latinista parla all’Università di Padova, dopo aver fatto cacciare dall’aula studenti in divisa della milizia fascista e parla davanti al nuovo ministro dell’Educazione Nazionale nominato da Mussolini. Una sfida unica e molto coraggiosa ai fascisti. Marchesi riesce a rimanere rettore quasi per un mese, anche contro l’opinione del Partito Comunista di cui era membro, perché vuole difendere gli studenti e i professori dell’Università finché non sarà costretto alla clandestinità, ma fa ancora in tempo a lanciare un appello agli studenti: “Una generazione di uomini ha distrutto la vostra giovinezza e la vostra Patria…, non lasciate che l’oppressore disponga ancora della vostra vita, fate risorgere i vostri battaglioni, liberate l’Italia dalla servitù e dalla ignominia”. Queste informazioni sono prese dal sito dei gufi dell’ANPI che vi invito a visitare. La Costituzione è un inno a quei principi esaltati nel discorso audace di Marchesi, così come è un inno alla democrazia e al diritto dei cittadini di scegliere i propri rappresentanti. Chi avesse dei dubbi su come votare al referendum in difesa della Costituzione, si chieda quando mai coloro che l’hanno stravolta con i voti degli inquisiti abbiano mai parlato di mobilità sociale, abbiano mai stigmatizzato il fatto che ormai la maggior parte degli studenti che possono permettersi l’università è figlia di laureati, al fatto che per farsi curare decentemente si deve pagare un medico privato, visto che con le loro leggi la prevenzione è finita e se non sei già molto malato non ti fanno le analisi, quando mai hanno citato l’Articolo 3 che costantemente e in modo subdolo eludono? Il loro governo è un inno alla diseguaglianza: pesce grosso mangia pesce piccolo, non importa il colore o il sesso del pesce, ma di quanto denaro esso dispone. La società italiana non è razzista, ma è diventata sempre più classista, con il plauso di chi, mai eletto, l’ha spinta in questa direzione vantandosi della propria velocità nel decidere.
Bubo Duméril

