Progetto Magenta interroga l’amministrazione sulla partecipazione alla Borsa Internazionale del Turismo

Nel nostro programma amministrativo avevamo pensato a diverse soluzioni anche di tipo economico per realizzare quella che avevamo chiamato “Magenta, la città dei turismi”.
L’amministrazione Calati, anche dopo aver superato la metà del suo mandato, parla ancora di “marketing territoriale” e di sviluppo turistico, ma ad oggi, non è riuscita a mettere in piedi nulla. L’unica azione che il sindaco Calati continua a sostenere - come avevano fatto prima di lei tutti i suoi predecessori - è la partecipazione con uno stand alla Borsa Internazionale del Turismo.
E così mentre si visitano gli stand delle diverse regioni italiane o si raccolgono i depliant di qualche esotica destinazione o ci si informa sulle conseguenze che la Brexit potrebbe avere sul turismo verso il Regno Unito, può capitare che qualche visitatore della Borsa Internazionale del Turismo si fermi allo stand della città di Magenta, si faccia fotografare davanti alla “porta verde” della città metropolitana, raccolga qualche foglietto informativo. Ma finisce tutto lì?
Noi crediamo che sia venuto il tempo di interrogarsi sulla partecipazione alla Borsa Internazionale del Turismo: in tre anni, l’amministrazione Calati ha complessivamente speso 21.000 euro (IVA compresa) per garantire una presenza della città alla BIT con uno stand. A questi costi occorre aggiungere la presenza del personale del Comune che, nei giorni di apertura della fiera, si alterna allo stand della città.
Resta la convinzione che serva impostare una politica di marketing territoriale vera partendo da Magenta e non da uno stand alla BIT. Pensiamo al visitatore che, giunto in treno a Magenta, vuole recarsi presso il Parco del Ticino: cosa deve fare una volta sceso dal treno? Dove deve andare? Come si muoverà per raggiungere il Parco? Dove si trova il Parco rispetto alla stazione? E se volesse fermarsi anche il giorno dopo? Dove potrebbe dormire?
È solo un esempio per dire che possiamo anche continuare ad andare alla BIT con uno stand, ma forse prima varrebbe la pena di ri-pensare alla città, ai servizi e ai contenuti da proporre a chi voglia venire davvero a Magenta.
