L’Intervista. Silvia Minardi, candidato di “Progetto Magenta”, svela qualche idea e sulla crisi del Pd dice che ... (di Valentina Pagani - Settegiorni)

SETTEGIORNI Magenta – Abbiategrasso
venerdì 20 marzo 2015
L’INTERVISTA.
Silvia Minardi, candidato di “Progetto Magenta”, svela qualche idea e sulla crisi del Pd dice che ...
“Se vinco abbasso le tasse per rilanciare la città Invernizzi attento, i giovani vogliono farti fuori”
MAGENTA(pvi) Qualche mese fa dalle pagine di Settegiorni, Silvia Minardi ha lanciato la sua candidatura con Progetto Magenta. Sappiamo che, ad oggi, a sfidarla c’è solo Marco Invernizzi, in attesa che il centro destra si chiarisca le
idee. Sappiamo anche che Gianfranco Albè, col suo Sel, non la seguirà, e che intorno a lei si stanno radunando tanti volti noti della sinistra “scontenta” del progetto Invernizzi.
Ma come procede l’avventura del gruppo Minardi? Settegiorni l’ha solleticata sullo stato avanzamento lavori e sulla situazione politica e questa volta Minardi si toglie qualche sassolino dalla scarpa...
Come procede il percorso di Progetto Magenta Quali i temi su cui state ragionando?
Stiamo lavorando su tre specifici ambiti. In primo luogo, le “politiche di bilancio per la città”, con alcune idee chiare in testa: contenere il più possibile e ridurre, fin da subito, la pressione fiscale e tributaria sia per le famiglie che per le imprese; oggi, uno dei fattori che disincentiva un’impresa, anche piccola, ad insediarsi sul nostro territorio è la tassazione. Magenta è una città dove l’incidenza della pressione fiscale e tributaria su un’impresa è tra le più alte della zona. Stiamo studiando come contenere e abbattere la fiscalità locale, ma con una forte attenzione alle fasce più deboli della popolazione e senza dimenticare le attività produttive e commerciali. Vogliamo agire davvero in un’ottica di “spending review”, evitando di affidare il contenimento della spesa ad una mera esternalizzazione di alcuni servizi che finiscono poi per gravare sulle famiglie (si pensi alla scelta fatta fin dall’inizio dall’amministrazione Invernizzi coi centri estivi) senza garantire una migliore qualità del servizio. Anzi! Infine sfruttare le opportunità di raccolta di fondi che ci sono e che, spesso, anche comuni grossi come il nostro non riescono ad utilizzare. Occorre cambiare prospettiva e pensare che il Comune debba e possa incominciare a muoversi in un’ottica imprenditoriale: politiche di bilancio affidate a tagli di spesa e aumenti di balzelli di ogni tipo sono politiche di corto respiro!
C’è poi il tema chiave del territorio e del Pgt...
Stiamo ragionando soprattutto sulle due aree Saffa ed ex Novaceta senza trascurare altre criticità evidenti, come, ad esempio, i capannoni (vuoti?) di quella che, un tempo, veniva definita la zona industriale di Magenta a sud della città. Per noi le due grandi aree citate sono i due “tesori” che la città possiede e sui quali varrebbe la pena di provare ad immaginare soluzioni di innovazione vista la loro importanza strategica. Ci sembra inutile, però, fare pubblicamente qualunque proposta o ipotesi prima di conoscere, attraverso lo strumento del PGT, gli intendimenti di questa amministrazione. Il ritardo con il quale l’attuale amministrazione sta operando ci fa dire, tuttavia, che stiamo sprecando davvero tante occasioni. Neanche con Expo 2015 siamo riusciti a portare a casa un risultato significativo per queste aree.
Quale l’altro grande capitolo su cui lavorate?
Quello dei servizi, alla persona e alle imprese. Siamo consapevoli che, prima di fare qualunque proposta, è bene conoscere quello che la città esprime in quello specifico ambito attraverso i suoi abitanti e le realtà presenti. Stiamo incontrando la città, persone singole e associazioni attraverso incontri informali che ci vengono sollecitati oppure che stiamo cercando noi. Stiamo anche raccogliendo esempi di quelle che consideriamo “buone pratiche”: esperienze significative che vengono messe in campo da altre amministrazioni anche vicine a noi oppure simili per numero di abitanti o per tipologia di problema.
Quale novità importante da introdurre?
Un punto su cui vorremmo provare a cambiare rotta fin da subito è l’investimento soprattutto in termini di formazione del personale dell’ente: occorre fare in modo che chi, quotidianamente, si rapporta con il cittadino all’interno della macchina comunale sia messo nelle condizioni di lavorare in modo sereno, consapevole del suo ruolo e partecipando, per quanto di sua specifica competenza, alla elaborazione di possibili soluzioni ai problemi che il cittadino porta.
Momento duro per il Pd di cui ha fatto parte a lungo: cosa ne pensa?
Mi sembra che sia già iniziata la guerra interna in vista delle amministrative del 2017: credo che Invernizzi abbia spiazzato un po’ la giovane guardia del PD annunciando la sua ricandidatura per le elezioni del 2017. I cosiddetti giovani stanno probabilmente già puntando su qualcun altro ma, ovviamente, non possono pubblicamente dire di non aver gradito l’autocandidatura di Invernizzi per il 2017. E così si mette sotto accusa il segretario Sergio Chiodini che tutti sanno essere molto vicino al sindaco. Insomma, si tratta di una vecchia logica. Come andrà a finire? Non lo so, ma è evidente che Invernizzi è già stato messo da parte dagli stessi che lo avevano voluto, come candidato sindaco, nel 2012.
Valentina Pagani
“Altro che delusi dai partiti! Nel mio gruppo nessun grande ex e tante donne e vi dico perchè”
MAGENTA (pvi)
Non solo delusi dei partiti tradizionali. In “Progetto Magenta” sta confluendo anche chi in politica non ha mai militato.
“Da i delusi dei partiti ho soprattutto raccolto, almeno per ora, qualche pacca sulla spalla, parole di stima e di incoraggiamento, consigli".
C’è interesse, ma non un vero coinvolgimento. Ed è una cosa che apprezzo: si tratta di persone che hanno dato molto alla nostra città e che hanno deciso di darmi una mano, magari stando ai margini di questa esperienza e lasciandoci sperimentare modalità nuove.
So che c’è chi elenca tra gli aderenti a Progetto Magenta persone che hanno o che stanno tuttora militando in partiti soprattutto di centrosinistra (Acri, Fascone): non è così. In realtà abbiamo molte donne e gente mai iscritta ad un partito né di centro-destra né di centro-sinistra”.
I delusi dei partiti ci sono, “ma non riescono a fare una scelta trasversale come quella di Progetto Magenta, dove si fa lo sforzo di confrontarsi sui problemi della città a partire dalle proprie esperienze e dalle rispettive competenze più che da una visione di destra o di sinistra delle possibili soluzioni". Anche perché, senza scomodare nessuno, ma la domanda su cosa siano la destra e la sinistra oggi, io me la pongo spesso. E senza trovare risposta!
Cito un articolo di Ricolfi e la sua società degli esclusi che non trovano nelle scelte dell’amministrazione in carica nessuna risposta. Basti pensare all’inattività, per non parlare della assoluta inutilità, dell’ assessorato al lavoro che, se funzionasse davvero, potrebbe essere il motore di questa amministrazione che aveva tanto insistito sulle politiche attive per il lavoro in campagna elettorale.
Per non parlare delle politiche per l’inclusione ridotte a qualche manifesto dove un bambino bianco dà la mano ad un bambino di colore, mentre i cento profughi ospitati alla Vincenziana da mesi sono finiti per essere trattati da tutti come un problema di sicurezza e di ordine pubblico”.
