E-Mail: progetto.magenta@gmail.com - Cellulare e Whatsapp: +393519391887
  • Progetto Magenta

Intervista a Silvia Minardi, che scende ufficialmente in campo "Ora voglio fare il sindaco con un progetto tutto mio". (di Valentina Pagani)

 

silviaminardi

MAGENTA – L’abbiamo cercata, seguita, «corteggiata». Per mesi Silvia Minardi, docente ed ex capogruppo del Pd, si è defilata dalla politica, delusa dal partito che, al momento dell’individuazione del candidato sindaco, le ha preferito Marco Invernizzi. Lei non ha mai polemizzato, buttandosi a capofitto nel lavoro e limitandosi ad osservare i movimenti del palazzo. Ma poi non ce l’ha fatta. E, qualche mese fa, ha deciso di rimettersi in gioco con «Progetto Magenta», un grande

laboratorio di idee per la città. Adesso esce allo scoperto, rivelando a Settegiorni: «Sono pronta a fare il sindaco e mi candiderò nel 2017». Ma non con il Pd.

Ha fondato «Progetto Magenta» qualche mese fa. Qual’è l’obiettivo? 
«In tanti mi hanno chiesto di rimettermi in gioco, del perchè non provassi a crescere un gruppo tutto mio. Gente delusa dai partiti, dalla politica. Gente diversa per estrazione politica, ma che vuole il bene di Magenta. E mi sono detta “Perchè no?” Ho dato il via a un grande progetto, ambizioso, che punta a coinvolgere persone diverse, trasversali. Persone competenti, capaci, appassionate. Non che s’improvvisa...».
 
Insomma, il grande sogno di Invernizzi non la convince... 
«Non vorrei tornare a parlare del passato. Certo, ero arrabbiata, delusa per essere stata messa da parte. Ma all’inizio ho pensato che quelle idee fossero buone, e lo credo ancora. Sono però sbagliate le persone che stanno interpretando quel progetto. Il centrosinistra ha vinto perchè ha usato un approccio nuovo, puntando sulla partecipazione. Ma poi è rimasto tutto sulla carta. E da lì riparto io. Non con una rottura, ma con la volontà di dare concretezza alle idee, facendo leva sulle persone giuste».
 
Chi c’è nel suo gruppo? Qualcuno dice che stia riunendo tutti i delusi della vecchia politica ...
«Evidentemente questo progetto dà fastidio a qualcuno che, di conseguenza, cerca di metterlo in cattiva luce. Diciamolo chiaramente: siamo aperti a tutti coloro che vogliono mettersi in gioco. Realtà associative, singoli cittadini che possono dare un contributo. Non c’è spazio per le sigle partitiche e per le bandierine, perchè credo che ora conti dare una risposta ai problemi della città. Che non hanno colore. E, quindi, non c’è spazio per chi vuole riciclarsi, magari perchè escluso dal suo partito, né per chi cerca vendette politiche o vetrine. Questa è la grande casa di chi vuole lavorare per Magenta».
Ci faccia qualche esempio ... «Non faccio nomi, perchè usciranno al momento debito. Dico solo che troverete gente che metterà esperienze concrete di vita e lavoro al servizio della città. Dal professionista dell’urbanistica 37enne, apolitico, che insegna al Politecnico, al pedagogista esperto di sociale e nuove povertà. Ma anche il piccolo imprenditore, che vive sulla sua pelle le difficoltà di mandare avanti oggi un’azienda. A questo proposito, abbiamo anche pronte ricerche specifiche sulle criticità cittadine».
 
Quali sono i temi chiave sui quali state lavorando? 
«Principalmente tre. Il lavoro, visto sia dalla parte dell’impresa che del lavoratore, la casa e l’alimentazione, perche abbiamo scoperto che a Magenta sono tante le famiglie che non hanno il secondo pasto giornaliero. Una povertà vera, che oggi, a nostro avviso, viene sottovalutata, e che si lega strettamente alla mancanza d’occupazione e al problema della casa. Organizziamo incontri con le varie realtà cittadine e stiamo predisponendo uno studio di come la politica tributaria locale impatti sul commercio e l’imprenditoria. E da qui vogliamo ripartire. Con nuove idee e proposte».
 
Non ha risparmiato dure stoccate alla giunta in tema di tasse e scelte. Come interpreta la gestione del bilancio? 
«Credo che fin dall’inizio sia stata intrapresa la strada sbagliata, con una politica fiscale che ha appesantito le attività produttive. E’ vero, spesso i Comuni sono in balia delle politiche nazionali, ma io credo che una via diversa ci sia. Qui sta l’abilità del bravo amministratore: non subire, ma trovare il modo di dare risposte alla città che un bilancio che ne interpreti le vere esigenze. Ad oggi, tra l’altro, è impossibile accedere ai dati reali del documento previsionale, cosa che ritengo scandalosa. Dov’è la sbandierata trasparenza?».
 
Come giudichi l’operato della giunta Invernizzi? 
«Deludente. Dopo due anni e mezzo e 200mila euro spesi. il Pgt è ancora in alto mare e con esso la gestione del territorio, che appare confusa. era necessario affidare questo progetto all’esterno? Si stanno logorando i rapporti con le associazioni e le realtà cardine della città. Anche questo va contro le tante promesse ascoltate in campagna elettorale. A volte mi chiedo dove siano le idee di centrosinistra, tanto che, a ripensarci, certe scelte della giunta Del Gobbo forse lo erano di più. Basti pensare ai centri estivi, di fatto privatizzati, e alla pessima gestione dei servizi».
 
Cosa ne pensa della questione ex area Cral Novaceta? 
«L’amministrazione comunale dovrebbe imporre la bonifica dell’area, pressare di più la proprietà. La delibera di consiglio è inutile, non porta da nessuna parte e non soddisfa il Mpdl. Anche con loro stiamo dialogando, perchè sono una realtà importante, propositiva e che si dà da fare. Una soluzione, insieme, per restituire l’area Cral alla città c’è e si deve trovare».
 
Parla già da candidato sindaco ... 
«Non lo nego, voglio fare il sindaco e sono pronta ad assumersi questa responsabilità, condividendo questa esperienza con chi e sono tanti, come me vede ciò che non funziona e pensa di poter dare il suo contributo per sistemare le cose. La squadra si farà e credo che i nomi sono importanti non in quanto tali ma per il contributo che le teste forniscono. Perchè sono le persone a trasformare le parole in fatti».
 
Sarà difficile conquistare un largo consenso senza il sostegno dei partiti e con il doppio turno, che non fa sconti ... 
«Sono pronta a raccogliere la sfida e, per questo, sono già al lavoro e aperta a tutti i contributi».
 
Che sindaco sarebbe Silvia Minardi e come concilierebbe i suoi numerosi impegni professionali? 
«Un sindaco determinato e disposto ad ascoltare. E soprattutto a tempo pieno. In Comune bisogna esserci per cogliere ogni istanza. Oggi non sempre è così. Ho avuto una carriera impegnativa, sono soddisfatta e per il 2017 chiuderò numerose esperienze che, ci tengo a dirlo, data la valenza internazionale, confluiranno sicuramente nell'impegno istituzionale. Tutto è una risorsa da sfruttare».
 
Qualcuno dice che il suo sia un fuoco di paglia ... 
«Sbagliano. Logo, statuto associativo e presto una sede. Non scherziamo. Apriremo il nostro spazio ai cittadini, organizzeremo incontri e li ascolteremo. Questa volta Magenta potrà contare su un progetto vero che ha le gambe – e le teste – per camminare e guardare al futuro».
 
Valentina Pagani
 

***

Foto: La foto è di Lucrezia Cantarello - Proprietà Privata -

 

Intervista , Articoli



 

 

BANNER MAGENTA 1

 

Magenta è un comune italiano di circa 24.000 abitanti, facente parte della Città metropolitana di Milano in Lombardia.  La sua notorietà è legata alla battaglia di Magenta del 4 giugno 1859, al Parco del Ticino e all'omonimo nome del colore.

Il Comune è retto da una maggioranza di Centrodestra. La Coalizione Civica Progetto Magenta siede tra i banchi della minoranza con i Consiglieri Comunali Silvia Minardi (Capogruppo) e Valentina Campana.

(Pagina risultati elettorali giugno 2022)