Un nuovo progetto per Magenta (di Valentina Pagani da Settegiorni)

MAGENTA (pvi) Un nuovo progetto per Magenta. A lanciarlo un volto noto, anzi, notissimo, della città: Silvia Minardi. La docente ed ex capogruppo del PD torna, dopo un assenza voluta dalla scena politica, con una nuova idea, che si sfila dalle normali logiche partitiche e del “contro qualcuno” e punta rilanciare la città, insieme ad amici vecchi e nuovi desiderosi di impegnarsi. Si chiama “Progetto Magenta” e nasce “dall’amore per la mia città, dalla
constatazione che Magenta sta attraversando un periodo difficile, che dura da troppo tempo, dalla certezza che c’è una assenza di politica e di “progetto” di medio e lungo periodo “prevale il quotidiano, il chiacchiericcio, lo slogan, la polemica ...) e dalla convinzione che se ne esce tutti insieme – oppure non se ne esce – creando e costruendo la partecipazione che è cosa diversa dalla comunicazione.” Un’idea che trova supporto, appunto, in “persone anche nuove rispetto all’esperienza politica e amministrativa che vogliono mettere in gioco idee e proposte, tempi e spazi per la propria città”.
Parlare di lista civica appare prematuro, dato che si vota per le amministrative nel 2017. Ma a quella scadenza, che appare ancora lontana, bisogna arrivare preparati: ecco allora un “laboratorio dove le idee, le proposte di alcuni diventano progetti che trovano nella più ampia condivisione la loro forza – spiega Minardi a Settegiorni -. L’idea è di costruire un percorso civico nello spazio dei tre anni che mancano alle elezioni amministrative del 2017 per non correre il rischio di arrivare all’ultimo minuto con scelte (di persone e di idee) che sono riduttive rispetto alle sfide che la città ha di fronte”. Insomma si punta a trasformare il progetto in un “impegno collettivo a favore della città, un progetto politico aperto al contributo di tutti coloro che vogliono lavorare a idee e azioni per ridare bellezza a Magenta”. Una bella lezione di partecipazione , che arriva dopo una pausa politica durata due anni: “Non ho mai smesso di interessarmi delle vicende della mia città.
Ho visto che si può servire la propria comunità in tanti modi e che ci sono tante persone che lo stanno facendo e lo fanno ogni giorno con competenza, con passione e con la voglia di cambiare le cose per davvero. Ma so anche che la città funziona come un sistema. E che è fondata sulle persone che la abitano. Occorre “curare” le persone che abitano la città nella loro originalità. Soprattutto in un sistema non basta che ognuno faccia la propria parte in modo originale e personale. Anzi... il rischio che si corre è che nel fare ciascuno la propria parte si finisca per assistere a individualismi e personalismi di ogni tipo”.
Cosa manca, quindi, a Magenta? “La politica, intesa come arte, scienza e attività dedicate alla convivenza, ma anche alla riflessione, lo studio, la ricerca, l’approfondimento della cosa pubblica. Mancano luoghi e spazi di discussione dove ragionare insieme e, magari, dove il riconoscere che si è commesso un errore non viene visto come una sconfitta o un’umiliazione, è assente una visione, un’idea di città”, è il pensiero di Minardi. E poi la dialettica, venuta meno, maggioranza e opposizione. L’ex leader del PD porta, ad esempio, il caso Tares. E richiama l’attenzione sulle tante persone che desiderano “dire la loro” e mettersi a disposizione. L’obiettivo è così riunire idee , esperienze e organizzarle in maniera organica. Un’opposizione “nuova” a chi governa? “Assolutamente no, non vogliamo questo ruolo. Vogliamo essere uno strumento di partecipazione, con una sede virtuale www.progettomagenta.org, dove tutti possono fare proposte”. E già si lavora: sui teme dell’occupazione, dell’ambiente e del sociale. Per riempire i vuoti della politica con un metodo partecipato, senza polemiche.
Valentina Pagani
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Foto: La Foto è di Lucrezia Cantarello - Proprietà Privata -